Una delle ultime volte che ho visto Corrado Mangione, a casa sua, nel 2008, la conversazione è finita inevitabilmente sulla situazione politica e sociale italiana. Che il tema gli stesse molto a cuore e che lo vivesse con grande partecipazione ma anche con un grande sforzo di comprensione, fra passione e ragione, lo dimostra anche il fatto che si era appuntato un breve brano da La democrazia in America di Tocqueville, che stampava dal suo computer e distribuiva agli amici. È in effetti un brano che fa molto pensare e non è ffatto confortante. Mia moglie ha ritrovato quel foglio stamattina e ripensando a Corrado mi sembra giusto rendergli omaggio allungando la “catena” e riproponendolo qui, per chiunque lo voglia leggere e rifletterci sopra. La sua attualità, dopo 170 anni da che è stato scritto e dopo forse un anno da che Corrado ce ne fece dono, mi sembra del tutto intatta. Non saprei commentarlo con la sua finezza e la sua ironia, perciò non ci tento nemmeno. Eccolo:

Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civilità e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri … Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la porta aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al suo cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo.

[Alexis de Tocqueville, da De la démocratie en Amerique, 1840]