24. maggio 2010 · Commenti disabilitati su MIST (Publishing)… coming soon · Categorie:attività, media · Tag:, ,

La scorsa settimana il Salone del Libro di Torino, questa settimana sarà la BEA a New York: per chi si occupa di editoria, molti appuntamenti, di importanza e peso diversi, certo, ma comunque significativi.

Subito prima del Salone torinese, i «grandi» dell’editoria italiana (Mondadori escluso) hanno annunciato Edigita, sforzo comune per la distribuzione di libri elettronici; bookrepublic.it (dove lavorano molte persone che conosco e con cui mi è capitato in passato di lavorare) è partito da poco con intenti simili; da tempo si muove anche Antonio Tombolini con Simplicissimus, anche se lo conosciamo soprattutto per la commercializzazione della maggior parte degli e-book reader in Italia. E immagino che Mondadori non rimarrà a lungo a guardare senza far nulla.

Insomma, anche a Torino si è parlato molto di distribuzione, vendita, DRM e dintorni, poco di «contenuti» e di che cosa si può fare con questi nuovi strumenti (e a giorni anche l’iPad sarà fra noi, per tutti quelli che non l’hanno acquistato negli Stati Uniti, vedremo se davvero scompaginerà tutto).

Anche se capisco benissimo che tutto il resto è importante, per quanto mi riguarda le cose interessanti sono i contenuti e le forme — e su questo fronte mi sembra invece ci sia moltissimo da fare, e che la sfida stia proprio lì. È un tema che mi sta molto a cuore, ne parlo da anni, fin qui con pochi risultati: mi sembra che sia invece arrivato il momento di mettere alla prova le idee, concretamente.

La sfida è cercare di costruire una iniziativa editoriale da zero, senza potenti mezzi alle spalle, di tipo aperto, esplorando quel continuum che va dal testo tradizionale al multimediale (e al transmediale o alle forme di convergenza, come direbbe Henry Jenkins), in un’ottica collaborativa, cercando di «sposare» un mestiere che credo non meriti di scomparire (ma abbia bisogno di ridefinirsi profondamente) con tutte le potenzialità offerte dal mondo digitale. Un po’ fumoso ancora, forse, ma è un’intuizione che penso abbia bisogno di tempo e sperimentazione per essere messa a fuoco.

Intanto, c’è uno spazio: www.mistpublishing.com, ancora vuoto, ma che (si spera) comincerà a riempirsi presto, c’è un nome, MIST, che mi sembra abbastanza intrigante, MISTerioso quel che non guasta, che mi garba, come direbbero gli amici fiorentini.

È vuoto ancora, ma spero si capisca già qualcosa, perché il motore (ancora in fase di riscaldamento) è un wiki — come dire, una dichiarazione d’intenti.

Marco Ferrario, al Salone del Libro di Torino, mi diceva che gli piace definire bookrepublic un’impresa da «cantinari», per sottolineare un certo spirito pionieristico e qualche assonanza con storie esemplari del mondo dell’informatica. Beh, anche MIST ha uno spirito del genere. La «cantina» qui è molto virtuale e assomiglia a quelle in cui ci si ritrova per fare musica insieme, magari improvvisando collettivamente — una metafora che cattura il senso dell’impresa.