08. marzo 2010 · Commenti disabilitati su Tra Roma, Milano e Firenze · Categorie:attività · Tag:, , ,

È stato un periodo intenso, anche fin troppo: alla fine le cose succedono sempre tutte insieme. In questi ultimi dieci giorni circa, ho completato la traduzione de The (fabulous) Fibonacci Numbers per Franco Muzzio, e quella di What Darwin got Wrong di Jerry Fodor e Massimo Piattelli Palmarini per Feltrinelli (in italiano si chiamerà, a quanto pare, Gli errori di Darwin). Più pesante la prima, più impegnativa ma anche più attraente la seconda. Anche il rapporto con Piattelli Palmarini è stato molto gradevole – è sempre pericoloso tradurre da un’altra lingua il testo di un autore che in realtà è di madrelingua italiana. Sicuramente si tratta di un libro che farà discutere: lo si può pronosticare vedendo le discussioni che ha già suscitato l’edizione in lingua inglese. Varrà la pena di riparlarne quando l’uscita sarà vicina.
Lo scorso fine settimana, poi, ho fatto una rapida puntata a Roma, per incontrare Ran Lahav, in Italia per un seminario: sta finendo di scrivere il suo nuovo libro, la cui uscita in Italia, per Apogeo, è prevista per la fine della primavera (se tutto va come dovrebbe andare). Ran è una persona a cui voglio molto bene, in questi anni si è sviluppato con lui un rapporto d’amicizia, e non solo professionale, a cui tengo molto. Gli sviluppi della sua riflessione sulla pratica filosofica mi sembrano interessanti e importanti.
Un incontro piacevole, a roma, anche con Pietro Del Soldà, per riflettere, fra l’altro, sul suo «sillabario platonico», fatto di testi e interviste audio (lo si trova sul sito di “Pratiche filosofiche”), che contiamo di far diventare un ebook, rimescolando i materiali esistenti e qualcosa di nuovo. Progetto con qualche ambizione, di unire (almeno) testo e audio, probabilmente anche qualcosa di più. Vedremo.
Dopo quasi vent’anni, ho rivisto a Roma anche Massimo Del Duca, che aveva scritto un libro intitolato Musica digitale per la collana «Gli strumenti della musica» della Franco Muzzio Editore. È stato un libro importante, avrà presto un seguito, ma con tutta probabilità più orientato alla parte scientifica, con la musica come uno dei tanti esempi possibili. In effetti, si trattava di un libro sull’elaborazione digitale dei segnali, e le applicazioni vanno dalla geofisica all’eliminazione del rumore (in ambietni rumorosi, nei veicoli industriali, per esempio).
Il viaggio a Roma è stato l’occasione anche per una visita al MACRO, il Museo di Arte contemporanea di Roma: la mostra dedicata a Urs Luthi, un artista che non conoscevo, meriterà qualche riflessione, nei prossimi giorni…
Con giovedì 4 marzo ho iniziato il corso di «editoria multimediale» all’Università di Firenze: quest’anno gli studenti sono molti di più dell’anno scorso, una trentina… parecchi per un corso di una laurea specialistica. Tutti gli anni il corso riserva qualche sorpresa piacevole, per gli argomenti che emergono, per le discussioni che nascono in aula… vedremo. Ho fatto anche due esami e, per la prima volta, ho dato due “lodi”: Matteo Sbardella e Giulia Tardi meritano dunque una menzione. Il primo ha analizzato le prime reazioni all’unnuncio dell’iPad di Apple, la seconda ha seguito le vicende del «social marketing» di Paolo Iabichino nelle prime settimane dall’uscita del suo libro (di cui ho parlato in uno dei post precedenti), e l’ha fatto impostando una relazione in modo originale, proprio da work in progress, che mi è piaciuta proprio per il suo carattere aperto.
I due giorni a Firenze sono stati l’occasione per vedere la mostra intitolata Uno sguardo nell’invisibile, dedicata a Giorgio De Chirico (e a Max Ernst, Magritte, Baltus) a Palazzo Strozzi: le mostre di Palazzo Strozzi mi piacciono sempre molto, le trovo sempre ben organizzate, con buone didascalie (e ben visibili anche a chi comincia ad avere qualche problema di vista) e di dimensioni tali da poter essere visitate con calma in un tempo ragionevole, senza perdere la concentrazione. Anche di questa mostra riparlerò, perché il tema è troppo interessante per non meritare qualche riflessione. C’è stato il tempo anche per un giro all’Accademia – i Prigioni e il David di Michelangelo meritano sempre.
Saltando un po’ di palo in frasca… ho finito l’articolo per il nuovo numero di Audio Video Music: questo mese è dedicato a Bitches Brew di Miles Davis, dato che ricorre proprio in queste settimane il quarantesimo dalla sua pubblicazione e visto che è uscito un bel libro dedicato a quel disco, scritto da Enrico Merlin e Veniero Rizzardi, pubblicato dal Saggiatore.