22. agosto 2009 · Commenti disabilitati su Agosto: Brera e Scapigliatura · Categorie:arte, recensioni e segnalazioni · Tag:, , ,

Agosto è un buon momento per riprendere a scrivere qualcosa qui. Sono stati mesi intensi, per il lavoro soprattutto, ma anche con l’insegnamento a Firenze. Adesso c’è tranquillità, ma come al solito immagino inizierà presto un’altra tornata di frenesia.

Filippo Carcano, La piccola fioraia (1862)

Filippo Carcano, La piccola fioraia (1862)

Approfittando della relativa quiete di questi giorni, sono riuscito a vedere la mostra sulla Scapigliatura a Palazzo Reale a Milano e a visitare la Pinacoteca di Brera proprio nel giorno di Ferragosto. La Pinacoteca festeggiava quel giorno i 200 anni dall’apertura: giornata a ingresso libero, con orari di apertura eccezionali (dalle 8.30 alle 23) e varie iniziative al contorno (musica, apertura dell’Orto Botanico e dell’Osservatorio).

Era molto tempo che non mettevo piede nella Pinacoteca di Brera, e da parecchio, tutte le volte che andavo alla Biblioteca braidense, mi ripromettevo di tornare a visitarla – ma c’era sempre qualche altra cosa da fare, più o meno urgente. Mi è sembrato giusto festeggiare il bicentenario, e mi sono deciso. Fortunatamente sono arrivato abbastanza presto al mattino e praticamente non ho fatto coda per entrare: ma quando sono uscito intorno a mezzogiorno, la coda si estendeva fino al cortile e ancora oltre, occupando un bel pezzo di via Brera. Leggo su Repubblica che i visitatori in quella giornata sono stati 12.000 – un numero enorme tenendo conto degli spazi della Pinacoteca e del fatto che i visitatori, nell’arco di un anno “normale” non raggiungono i 200.000.

Non credo sia stato il semplice pensiero di approfittare di un ingresso gratuito a far muovere così tante persone in una delle giornate più calde dell’anno: aspettare in coda magari per un’ora sotto il sole non deve essere stato piacevole, la motivazione è stata sicuramente qualcosa di più forte del risparmio di pochi euro. La cosa mi sembra dimostrare che l’interesse per l’arte, per la cultura più in generale, non è morto del tutto nemmeno a Milano; ma è un peccato che ci sia bisogno di “eventi” per catturarlo.

Basterebbe comunque “Lo sposalizio della Vergine” di Raffaello, recentemente restaurato, a giustificare una visita a Brera, ma è tutto di grande interesse. Mantegna, Caravaggio, Hayez sono sicuramente i “pezzi” più famosi, mo sono solo alcune punte. Ho trovato notevole la sezione moderna, in gran parte originata dalla donazione Jesi (De Pisis, Morandi, Savinio, solo per citare alcuni nomi), ma sono rimasto particolarmente impressionato da Segantini, “Pascoli di primavera” – non so perché, forse si adattava particolarmente bene all’umore della giornata.

La Pinacoteca di Brera meriterebbe sicuramente di più: gli spazi sono limitati (praticamente non si possono fare mostre temporanee e molte opere non sono esposte), il palazzo avrebbe bisogno di molte cure, il confronto con altri musei in Europa lascia un po’ sconfortati. Non c’è un bar interno: bisogna uscire, il baretto nello stesso palazzo è quello che serve anche gli studenti dell’Accdemia e proprio non si può considerare adeguato. Se penso a una Tate o a una National Gallery a Londra…

Da molto tempo si parla di cambiamenti, di nuove sistemazioni, di spostamenti dell’Accademia (che a sua volta soffre moltissimo, per spazi e attrezzature), ma mi sembra che non stia succedendo nulla e di questi tempi, con l’interesse sempre più scarso per la cultura, non c’è da aspettarsi molto – anche se patrimoni come questo, ben valorizzati, potrebbero essere una risorsa importante anche dal punto di vista economico.

Quando sono uscito, al di là della coda, di fronte all’ingresso era in sosta l’auto blu del sindaco: non ho visto con i miei occhi la signora Moratti, ma immagino sia arrivata in visita e abbia potuto rendersi conto direttamente del successo dell’iniziativa del bicentenario. Chissà che non serva a qualcosa. Milano dovrebbe essere fiera (non solo a parole) di queste sue ricchezze. L’Expo servirà a qualcosa? O solo ad arricchire un po’ di più il piccolo gruppo dei soliti(più o meno) noti?

Da tempo si parla di commissariamento per Brera: il nome è quello di Fabio Resca, se non erro responsabile della valorizzazione dei Beni culturali, con un passato da manager della McDonald’s (sì, hamburger e patatine). Non lo conosco, quindi non azzarderei alcun giudizio; mi vien da riflettere, però, sul perché a posizioni di questo genere si arrivi dalla politica o dal mondo dell’industria e dei servizi, mentre il mondo della cultura non riesce a esprimere figure adatte a questi ruoli. Ma probabilmente on è neanche la formulazione giusta del problema.

Tranquillo Cremona, L'edera (1878)

Tranquillo Cremona, L'edera

Ben fatta la mostra sulla Scpigliatura a Palazzo Reale e come al solito molto bello il catalogo edito da Marsilio, curato da Annie- Paule Quinsac. Il percorso della mostra è ben disegnato, si segue con chiarezza, ed è più o meno cronologico. Ho l’impressione che lo spirito di questi artisti, attivi sostanzialmente nella seconda metà dell’Ottocento, ci sia ancora molto vicino – ma è un discorso che meriterebbe un po’ di riflessione e lo lascerò per qualche altro momento.

Le cose che mi hanno colpito di più? I gessi preparatori di Giuseppe Grandi per il monumento alle Cinque Giornate, restaurati per l’ccasione, innanzitutto, come un po’ tutte le sculture presenti; per la parte pittorica, “La lettrice” di Federico Faruffini, con i suoi disegni preparatori e il quadro dallo stesso titolo di Mosè Bianchi; “I ragazzi Troubetzkou col cane” di Daniele Ranzoni, “L’edera” di Tranquillo Cremona”, “La piccola fioraia” di Filippo Carcano, “Uscita di chiesa” di Mosè Bianchi”… ma la scelta è quasi casuale, è interessante proprio l’insieme. La mostra rimane aperta fin verso la fine di novembre: val la pena di visitarla.