La fine del mese di febbraio non è stata per nulla allegra. Nel giro di due giorni sono venute a mancare due persone che stimavo moltissimo e nei cui confronti provavo grandissimo rispetto e molto affetto.
Corrado Mangione è stato il relatore della mia tesi all’università Statale di Milano, trent’anni fa. è solo grazie a lui che mi sono laureato: avevo attraversato un periodo difficile, dopo la morte di mio padre, avevo cominciato a lavorare (in editoria) e non ero più riuscito a dare esami. Solo il suo incoraggiamento, il suo interessamento mi hanno spinto fino alla conclusione. Ho nei suoi confronti un debito di riconoscenza fortissimo, che non ha fatto che consolidarsi negli anni, attraverso un rapporto di amicizia di cui sono onorato.
Ero arrivato alla facoltà di Filosofia pensando di fare una tesi in Filosofia della scienza; ne avevo parlato con Ludovico Geymonat uno dei primi giorni d’università, me lo ricordo ancora… ero giovane, solo qualche anno più tardi ci avrei riflettuto cinquanta volte. E lui mi disse che se volevo laurearmi in Filosofia della scienza dovevo seguire almeno un corso di Logica. Non sapevo nemmeno bene di che cosa si trattasse; ero fermo ai sillogismi aristotelici. Così sono andato alla prima lezione, senza aspettarmi molto, ma deciso a fare il mio dovere per raggiungere l’obiettivo. Naturalmente, ho finito per fare la tesi in Logica.
Non so se ci sarei arrivato ugualmente, ma in quella prima lezione Corrado Mangione mi conquistò: fu l’unico docente a esordire dandoci il suo numero di telefono e dicendoci che era a nostra disposizione, di qualunque cosa avessimo bisogno. Certo, era proprio il 1968, si respirava un’aria un po’ diversa, ma fu l’unico (almeno fra quelli che ho incontrato) a dimostrare subito, con quel primo gesto, tutta la sua generosità. E il resto della lezione non fu da meno. Si capiva che amava le cose di cui parlava, e che metteva nell’insegnamento tutto se stesso davvero.
Credo di avere incontrato poche persone che avessero la sua integrità, e che sapessero unire in modo così… come dire, senza soluzione di continuità, conoscenza, saggezza, umanità, spirito.
Grazie di tutto, Corrado.
Non avevo lo stesso grado di confidenza con Franco La Polla, e purtroppo non lo vedevo da qualche tempo, ma nel breve periodo in cui mi sono occupato di Bononia University Press per conto di Apogeo ho avuto il piacere di conoscerlo e apprezzarlo, ed è stato una delle persone che più mi hanno aiutato in quella circostanza. Avevamo in comune la passione per la musica e l’interesse per il filosofo Stanley Cavell… Mi ha fatto capire qualcosa di cinema (ne so pochissimo, in realtà, ma quel poco lo devo a lui), mi ha fatto apprezzare David Mamet. Ma in realtà ricordo soprattutto che da giovane suonava la batteria…
Anche Franco era una persona davvero speciale: un tempo lo si sarebbe definito un vero signore. Di una cortesia squisita. Una persona incantevole.
Che dire? Persone del genere non scompaiono veramente. In qualche modo restano per sempre con noi. Ma, allo stesso tempo, ci mancheranno. Tantissimo.