12. febbraio 2009 · Commenti disabilitati su Tetratkys per flauto solo · Categorie:musica · Tag:, , ,

Appena rientrato da un concerto alla Palazzina Liberty, a Milano, riprendo le mie “note” dopo un po’ di assenza, dovuta al periodo di assestamento dopo essere tornato, con gli inizi dell’anno, un “libero professionista”. Il concerto, nell’ambito di una serie intitolata “La musica che scopre la musica” organizzatada dall’Associazione gli amici di musica/realtà (che si riferisce alla rivista di studi musicali diretta da Luigi Pestalozza, presentava l’orchestra Cantelli in tre brani per orchestra d’archi (Polka “Venerdì” di Sokolov, Liadov e Glazunov, la Serenata per archi op 48 in do maggiore di Caiovskij e la Sinfonia da camera in do minore op. 110a di Sostakovic) e, soprattutto, Tetratkys di Giacinto Scelsi, un brano per flauto solo, eseguito da Annamaria Morini. Brano complesso e corposo (quasi venti minuti di musica), assai impegnativo per lo strumentista, ma soprattutto in prima esecuzione pubblica, poiché si tratta di un’opera ritrovata e ancora inedita.

Scelsi, nato nel 1905 e scomparso nel 1988, è stato un compositore molto originale, ma il catalogo delle sue opere è ancora incompleto (esiste una Fondazione Isabella Scelsi e un Archivio storico della Fondazione, presso cui il lavoro di catalogazione è ancora in corso). Sono ancora possibili, dunque, sorprese; e se saranno come questo Tetratkys saranno sorprese piacevoli. Annamaria Morini è flautista eccellente, fortemente concentrata sulla musica moderna e contemporanea e ha dato fondo alle sue energie: il pezzo è ad alto contenuto virtuosistico e lascia poco respiro; è sempre molto teso, anche nei momenti più lirici, e sfrutta tutta l’estensione del flauto, facendone apprezzare tutta la personalità.

Sarà interessante poterlo riascoltare presto, perché la Morini lo registrerà per limen music (in video) e in quell’occasione avrò il piacere di poter fare con lei una conversazione (che ovviamente registreremo) sia su questo pezzo, sia più in generale sul “percorso” del flauto nel secondo Novecento. Promette di essere un’occasione molto interessante.