gio 4 dic 2008
Ancora Philosophy TV
Posted by Virginio B. Sala under progetti, web tv
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Una web-tv “di filosofia” non vuol dire un canale che trasmette una sorta di talk show continuo in cui si parla di Platone e di Heidegger invece che di Ronaldo o di Paris Hilton, né una variante delle “iene” con una caricatura di Socrate che ferma la gente per strada chiedendole che cosa pensa siano la giustizia o la bellezza. Forse ci potrebbero stare anche queste cose (a piccole dosi), ma non credo sia questa la strada.
Credo sia ora di sperimentare con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, e in particolare con quelli che sono maggiormente frequentati – che noi stessi frequentiamo più o meno abitualmente. Il cinema, la fotografia, la musica, l’illustrazione, il fumetto, la letteratura. Di un romanzo, come di un film, si può dare una lettura in termini di pura evasione (e va benissimo, ci vogliono anche i momenti poco impegnati), ma anche nei momenti di relax i mezzi di comunicazione in qualche modo “educano”, e su quello si può fare leva. Ogni generazione impara a dare un nome e un senso a sentimenti, atteggiamenti, esperienze, attraverso un’esplorazione vicaria nelle forme di narrazione del suo tempo, più che nella presa diretta con il mondo. La prima educazione sentimentale era un tempo un romanzo, oggi più spesso un film o uno spettacolo televisivo – e da lì si scoprono comportamenti e fenomeni, si impara a nominarli ed esprimerli: ieri era Cyrano con la sua poesia, oggi lo si dice con i lucchetti (perché, nel bene e nel male, lo ha insegnato Moccia).
Questo significa che si può prendere un quadro, una fotografia, un fumetto, un romanzo, un corto, un film, un racconto, una canzone e “leggerli” con una sensibilità filosofica (il che significa parlarne, indubbiamente: un po’ di Piero Angela, Santoro o Fazio con relativi ospiti); ma anche senza parlarne, già la scelta di un soggetto piuttosto che di un altro sarebbe significativa. E si può pensare anche a una creazione di oggetti mediali ad hoc. Tenendo conto anche del fatto che nel progetto ci deve essere molto Escher (la mano che disegna la mano che disegna la mano) – cioè ci deve essere una attenzione non solo agli oggetti di cui si parla, o a partire dai quali si parla, ma anche delle forme stesse dell’espressione. Ma proprio per questo abbiamo cominciato a parlare di web tv e non di un ennesimo saggio scritto.
Michele Forzani di limen music è molto interessato ai nostri discorsi, e ha molto da dare, non solo in termini di competenza tecnica sull’audio e sul video, ma anche di idee progettuali e di entusiasmo. E spero che qualcun altro si unisca alla discussione…